Autore: Andreas Schiendorfer
Pubblicato: 01 Giugno 2011
Selfrag

SELFRAG: fulmini sui timori per le materie prime

Vetro purissimo, rocce esattamente datate, diamanti di grandi dimensioni, calcestruzzo integralmente riutilizzabile e rottami metallici, estrazione mineraria migliore nell'omonima industria – il tutto a consumo energetico ridotto: la tecnologia della frammentazione della SELFRAG AG di Kerzers, fondata nel 2007, apre nuove e promettenti prospettive alla lotta contro la scarsità di materie prime.

Tonnellate di roccia vengono trasportate dalle più grandi miniere del mondo situate in Messico, Canada, Sudafrica o Russia alla volta di Kerzers, alla Selfrag. Il nome della società, costituita nel 2007, esprime al tempo stesso il suo programma: selektive Fragmentierung (frammentazione selettiva). "Con la straordinaria forza dei fulmini artificiali riusciamo a frammentare la roccia nelle sue componenti naturali", spiega il direttore Frédéric von der Weid. "Ne risultano quattro vantaggi oltremodo interessanti nella prospettiva ambientale ed economica rispetto a tutti i procedimenti tradizionali: ci occorre molta meno energia, le materie prime presenti sono interamente riutilizzabili, integre e assolutamente pure."

Obiettivo: 100 tonnellate all'ora 

Le pietre preziose come i diamanti o le materie prime rare e pregiate come l'uranio, il coltan o le terre rare sono sempre al centro dell'interesse. Una PMI svizzera, la Selfrag, possiede una tecnica di frammentazione applicabile a questi materiali e ad altri come rottami metallici o calcestruzzo. È facile riconoscere rapidamente un enorme potenziale. La Selfrag può contribuire a tenere sotto controllo i problemi planetari sempre più emergenti dettati dalla penuria di materie prime. E qual è l'inghippo in tutto ciò? "Non c'è", ride di rimando von der Weid. "Abbiamo l'invenzione tecnica. Ora dobbiamo risolvere le questioni d'ingegneria per arrivare alle dimensioni volute. Per applicare efficacemente il nostro procedimento nell'estrazione mineraria i nostri macchinari devono essere in grado di trattare non solo un paio di chili bensì circa 100 tonnellate di materiale all'ora, e quindi grossomodo 700'000 tonnellate all'anno.“

Le compagnie minerarie credono, come peraltro molti altri, alla forza dei fulmini artificiali, ma di fatto non riescono a crederci fino in fondo. La frammentazione selettiva è davvero applicabile per tutte le composizioni rocciose, e nello specifico naturalmente, per la complessa composizione del materiale della propria miniera? E questo procedimento funziona anche nella realtà pratica e non solo in piccoli esperimenti di laboratorio? I tentativi con quantità sempre maggiori danno comunque risultati così promettenti che il portafoglio ordini è ormai già completo, se i relativi grandi macchinari saranno prodotti per il 2014 in conformità alla tabella di marcia.

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Onde d'urto generate da tensioni inimmaginabili 

Il funzionamento dei macchinari della Selfrag può essere illustrato con relativa semplicità: fulmini artificiali fino a 400'000 volt attraversano il materiale e incontrano una maggiore resistenza a ogni interfaccia, generando così un'onda d'urto le cui sollecitazioni provocano la separazione meccanica delle varie componenti. Il potenziale di tensione necessario è quasi duemila volte superiore a quello erogato dalla presa di corrente ed è trasportato dall'acqua, ma ad una velocità che ne inibisce la conduttività, fatale per l'uomo. Quanto precede evidenzia che la tecnica di frammentazione è frutto di un know-how profondo e di alto profilo qualitativo.

In proposito, tutto ha avuto inizio in modo relativamente modesto quando un'impresa meccanica di Langenthal si è messa alla ricerca di possibilità di riciclare il calcestruzzo guadagnando in efficienza, poiché il pietrisco che vi è contenuto sta diventando sempre più una merce rara e costosa. "La tecnologia è stata messa a punto nel 2000 dai ricercatori del Gruppo Amman al centro di ricerche di Karlsruhe", spiega Frédéric von der Weid, a sua volta ingegnere formato all'EPF di Losanna. A poco a poco ci si è resi conto che questa tecnologia consente di produrre macchinari per i più svariati campi d'applicazione, il che ha spinto Johann Schneider-Ammann, allora Consigliere nazionale e CEO dell'impresa di famiglia, a trasferire la tecnologia nella Selfrag, creata nel 2007 e di cui è rimasto socio.

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Una sede aziendale ideale 

La scelta della sede aziendale è caduta su Kerzers, situata a distanza pendolare da Langenthal, poiché parecchi collaboratori della Ammann sono entrati alle dipendenze della nuova PMI, ma comunque sufficientemente lontano per recidere realmente il cordone ombelicale, dichiara Frédéric von der Weid, direttore dalla prima ora della Selfrag. Kerzers è stata suggerita anche dalla vicinanza a vari atenei importanti e ai loro dipartimenti di ricerca, basti pensare alle Università di Berna, Friborgo e Neuchâtel e ai Politecnici federali suppergiù equidistanti di Zurigo (ETH) e di Losanna (EPFL). Infine, come sottolineato da von der Weid, la promozione economica del cantone di Friborgo ha anche espresso l'interesse più grande per un insediamento.

Se in apertura abbiamo accennato al "colpaccio" previsto per l'inizio del 2014, va fatto presente che la Selfrag ha già raccolto il successo commerciale in due dimensioni. Nell'ambito di un progetto CTI, con l'Istituto di geologia dell'Università di Berna sono già stati sviluppati e messi a punto apparecchi di laboratorio d'ausilio ad esempio per la datazione esatta della roccia. Dopo queste apparecchiature che ricordano le macchine per il caffè, nel 2010 si è anche già riusciti a realizzare i successivi grandi macchinari che consentono di frammentare dalle 200 alle 2000 tonnellate di materiale all'anno e trovano ad esempio applicazione nel riciclo del vetro.

Un futuro certo per la sede di Kerzers 

La Selfrag occupa attualmente circa 30 collaboratori e intende aumentare progressivamente l'organico di altre 50 unità. Nella sede attuale, posta nell'area industriale di Kerzers, è anche possibile realizzare i prevedibili ampliamenti di spazi operativi.

Dopo Ammann Schweiz AG, Affentranger Associates (la società per il capitale di rischio di Anton Affentranger, Presidente del CdA di Implenia) e alcuni investitori privati, a marzo 2011 anche la Credit Suisse Entrepreneur Capital SA ha partecipato al finanziamento della Selfrag in ragione di 24,4 milioni di franchi svizzeri.