Pubblicato: 01 Febbraio 2015
Preciflex AG

Fluidi in movimento

Grazie alle invenzioni della Preciflex, la casa di orologeria HYT ha realizzato un orologio rivoluzionario nel quale l'ora esatta viene indicata da un fluido colorato in movimento. Nei suoi primi tre anni di vita, l'operosissima impresa di Neuchâtel ha depositato ben venti brevetti e tuttora non sembra affatto a corto di idee.

«Controllare il movimento dei microfluidi»: è così che descrivete la vostra attività. Può spiegarci a che scopo si possono movimentare liquidi in piccole quantità?

Lucien Vouillamoz, inventore della tecnologia con liquidi e co-fondatore di Preciflex.

Ad esempio, per indicare l'ora. Con un'applicazione che sfrutta il movimento dei fluidi abbiamo creato il «cuore» degli orologi di HYT. In breve tempo ci siamo poi resi conto che questo tipo di tecnologia poteva essere utilizzata in molti altri settori.

Anche in settori dove i fluidi erano precedentemente considerati tabù?

Grégory Dourde (GD), CEO
Non necessariamente. I nostri cruscotti per autoveicoli con indicatori di velocità o di giri che utilizzano liquidi colorati luminosi sono piuttosto simili agli orologi. Nel settore della tecnologia medica, invece, i liquidi avevano già un certo ruolo. Noi però abbiamo ottenuto iniettori innovativi in grado di movimentare quantità microscopiche in maniera controllata. L'anno prossimo verranno testati i primi prototipi di un'applicazione sviluppata per la cura dei gatti diabetici.

Gatti? Vi è effettivamente questo tipo di esigenza?

GD
Direi che è addirittura molto diffusa. Nel Nordamerica e in Europa i gatti in cura per via del diabete sono circa un milione. Chiunque abbia avuto un gatto sa bene che sottoporlo a un'iniezione è tutt'altro che semplice. I nostri microiniettori, in grado di erogare la giusta quantità di insulina in maniera indolore, tornano dunque particolarmente utili.

La medicina veterinaria non è un settore troppo distante dall'orologeria? Non rischiate una certa dispersività?

LV
Per noi il settore di utilizzo non è così importante. Ci interessa fornire tecnologia per scopi diversi. Se non vi sono problemi a livello etico, tutti i campi di applicazione in cui si renda necessario spostare in modo controllato piccolissime quantità di liquido sono potenzialmente interessanti. Anzi, alcuni dei nostri collaboratori non avrebbero accettato di lavorare per noi, se  avessimo operato «soltanto» nel ramo del lusso. Potersi dedicare a più ambiti è gratificante. E quanto facciamo in campo medico ha un grande significato. Anche dal punto di vista economico la diversificazione è una scelta sensata: i nostri prodotti raggiungono la maturità sul mercato in tempi anche molto diversi: nel settore del lusso, ciò avviene in un periodo relativamente breve, visto che non vi è molta regolamentazione. Per la medicina umana, considerato tutto il percorso di test clinici, il processo si protrae per anni, mentre in campo veterinario le cose vanno un pochino più velocemente. Se operassimo soltanto in ambito medico, saremmo finanziariamente in difficoltà per un periodo molto lungo.durchstehen müssen.

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Chi è la mente all'origine delle tante idee innovative che partorite?

GD
Lucien è il nostro Chief Innovation Officer; una persona in grado di concepire idee travolgenti.

LV
Tengo un elenco di tutti i progetti che mi invento e al momento sono a quota 270. Preciflex era l'idea numero 103 e HYT la 181. Però molte intuizioni nascono anche dal confronto in team oppure — e questo è ancor più importante — vengono proposte da singoli collaboratori.

Come si può incentivare l'innovazione e poi metterla a frutto?

GD
Un approccio da evitare è quello di radunare le persone attorno a un tavolo annunciando: «Forza, dimostrate di essere innovativi!» Ovviamente non funziona così. L'innovazione ha a che vedere con una mentalità, con la cultura del lavoro in team. Serve un certo grado di libertà per poter pensare un'idea e anche per proporla. Da noi, se qualcuno suggerisce uno spunto infelice, non vi sono conseguenze negative. Anzi, cerchiamo di stimolare i nostri collaboratori e di incoraggiarli... 

LV
Curiamo anche la formazione del nostro staff, in modo da agevolare il passaggio da un'idea alla sua realizzazione. Nel processo creativo a volte serve un po' di caos. Non di rado è proprio in un humus caotico che sbocciano le idee.

GD
È vero, ma non bisogna eccedere. All'interno dell'azienda sono imprescindibili alcuni processi chiaramente definiti, che consentano di orientarsi. 

LV
Esatto. Bisogna anche poter scartare certe idee che, seppur buone, dopo una prima analisi dimostrano di non soddisfare una serie di criteri importanti – ad esempio, quelle principalmente funzionali alla gratificazione di chi le ha concepite. L'innovazione ha costi elevati e occorre avere il buon senso di concentrarsi sui progetti essenziali.

GD
Non siamo degli artisti, infatti. Anche se siamo nati e cresciuti con l'idea di innovare, in fondo il nostro compito è quello di generare valore aggiunto.

Bisogna anche poter scartare certe idee che, seppur buone, dopo una prima analisi dimostrano di non soddisfare una serie di criteri importanti. 

Che significato ha la Svizzera per Preciflex in termini di luogo di ideazione e realizzazione?

GD
La Svizzera gioca un ruolo determinante nel nostro successo. È un paese fertile per chi ha talento. Il suo sistema d'istruzione è eccellente, non solo a livello accademico, ma anche sul piano professionale. Le scuole preparano figure con competenze solide e capaci di eseguire mansioni precise: a noi servono collaboratori con entrambe queste caratteristiche. E inoltre i compensi sono ottimi, a tutti i livelli. Tutti questi fattori contribuiscono a far sì che in Svizzera vi siano in media più imprese di eccellenza che altrove. Allo stesso tempo non dobbiamo adagiarci nemmeno qui, perché ad esempio proprio nell'industria orologiera sono in atto cambiamenti notevoli. Ogni impresa deve riflettere sulla propria capacità innovativa. Chi non dimostra dinamismo è destinato con tutta probabilità a non fare molta strada.

LV
Vorrei aggiungere che non tutti i nostri collaboratori sono svizzeri. Siamo 23 persone provenienti da dieci nazioni. Chi realizza qualcosa di nuovo ed estremamente specializzato come noi necessita di specialisti competenti, e al mondo ce ne sono talvolta ben pochi. Non è stato facile, ad esempio, trovare un esperto di fluidi. Per questo ruolo abbiamo assunto una persona canadese, che però ha studiato all'ETH di Losanna, mentre la nostra esperta chimica è argentina e ha conseguito il dottorato all'Istituto Max Planck. La selezione dei collaboratori va fatta con cura e riveste un'importanza estrema - e qui si torna al tema di prima, cioè all'innovazione, che non arriva dal nulla, ma nasce grazie all'incontro dei migliori cervelli negli ambiti più diversi.

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Queste figure vengono volentieri in Svizzera?

LV
Sì, hanno fame di sfide e qui il contesto è molto accattivante. Da poco ci siamo trasferiti da Bienne a Neuchâtel, anche se a Bienne lavoravamo in condizioni ottime. I nostri collaboratori, infatti, abitano prevalentemente a Neuchâtel e dintorni. Comunque la nuova città e il nuovo cantone sembrano averci dato un benvenuto caloroso. Anche lo scenario politico e finanziario rappresenta un punto a favore della Svizzera come sede operativa. 

GD
Esattamente. E sulla piazza finanziaria svizzera ci sono imprese straordinarie come la Credit Suisse Entrepreneur Capital SA. Per noi, trovare un partner del genere è stato un vero colpo di fortuna.

Che cosa rende tanto speciale la Credit Suisse Entrepreneur Capital SA?

GD
La Credit Suisse Entrepreneur Capital SA non si limita a erogare capitale di rischio. Come nostra azionista, siede nel consiglio di amministrazione in veste di osservatore e ci trasmette grande spirito imprenditoriale. I suoi rappresentanti non guardano solo ai conti, ma si danno veramente da fare per cercare di capire la nostra attività e supportarci. Naturalmente vengono coinvolti nelle nostre discussioni strategiche. Per me è un'esperienza decisamente nuova. Non ho mai sperimentato prima una collaborazione come questa, e la trovo veramente preziosa.

Non sussiste in questo caso il rischio di un'influenza eccessiva?

LV
No, sinora, a differenza di quanto ci aspettavamo, assolutamente no. Al contrario, la Credit Suisse Entrepreneur Capital SA, da azionista e partner, contribuisce con idee e pareri che a volte si rivelano veramente interessanti. Ad esempio, ci ha segnalato uno studio interessantissimo sul mercato orologiero. Oppure ci aiuta a vagliare con scrupolo eventuali partner potenziali. E non dimentichiamo il fattore prestigio che ci deriva dal fatto che la Credit Suisse Entrepreneur Capital SA ritenga la nostra impresa degna di supporto e menzione. Direi che Credit Suisse Entrepreneur Capital SA non significa solo capitale, bensì sostegno, rete – «smart money».